{"id":375,"date":"2014-01-02T17:48:56","date_gmt":"2014-01-02T17:48:56","guid":{"rendered":"http:\/\/evareguzzoni.wordpress.com\/?page_id=375"},"modified":"2020-09-13T09:28:32","modified_gmt":"2020-09-13T07:28:32","slug":"critical-texts-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/?page_id=375","title":{"rendered":"Testi"},"content":{"rendered":"\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2800\" src=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20200310_150622_959.jpg\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20200310_150622_959.jpg 754w, https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20200310_150622_959-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20200310_150622_959-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.vanillaedizioni.com\/shop\/ebook\/pagenotfound\/pnf20-eva-reguzzoni-a-un-passo-dentro\/\"><strong>A UN PASSO&#8230; DENTRO<\/strong><\/a><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>catalogo monografico<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em><strong>Anche oggi \u00e8 laggi<\/strong><\/em><strong><em>\u00f9<\/em><\/strong>| testo a cura di <strong>Irene Biolchini <\/strong><\/p>\r\n<p class=\"has-text-align-center\">Editore Vanillaedizioni | marzo 2020<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Anche oggi le lavandaie vanno a lavare i panni al Ticino, anche oggi \u00e8 laggi\u00f9, senza perch<\/em><em>\u00e9<\/em><em>, la gi<\/em><em>\u00e0\u00a0<\/em><em>vecchia citt<\/em><em>\u00e0\u00a0<\/em><em>di provincia col ponte coperto<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Laggi\u00f9 \u00e8 il ventre della casa dove Eva Reguzzoni instancabile lavora. Laggi\u00f9 \u00e8 la provincia che abbraccia il lago, che guarda il Ticino. Laggi\u00f9, vicino al bosco, l\u2019artista ha scavato la buca in cui cuoce le sue ceramiche.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un giorno pieno di nebbia e freddo quello in cui mi mostra quella fossa di terra e fango, coperta da poche foglie e assi. Quando torner\u00e0 la primavera ricomincer\u00e0 la cottura, intanto l\u2019inverno vede fiorire muffe sui pezzi lasciati all\u2019aperto. Eva ne controlla le incrostazioni, ne esamina il risultato. La formazione da restauratrice le serve come un processo inverso: il suo scopo non \u00e8 pi\u00f9 pulire e rincollare, ma anzi distruggere, separare e coltivare gli accumuli. Gli oggetti iniziali, levigati e lavorati con cura dall\u2019artista perdono in questo passaggio la loro perfezione per acquisire nuove letture, nuovi strati. La cottura primitiva, a bassi gradi, annerisce i pezzi, li rende fragili e proni alla rottura e alla separazione. Sar\u00e0 poi l\u2019artista a riassemblare questi frammenti nelle sue installazioni, a ritrovare un\u2019unit\u00e0 nella serie e non pi\u00f9 nel pezzo singolo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 qualcosa di perennemente sommerso, silenzioso e privato nella sua ricerca. Un incedere che rielabora, annoda e ricama i propri temi. Senza temere la ripetizione, ma abbracciandola come possibilit\u00e0, come liberazione e automatismo. Un modo di lavorare che Eva porta con s\u00e9 attraverso le tecniche e i linguaggi che adotta, lasciando al caso un ruolo centrale. Se le ceramiche si disgregano, anneriscono e incrostano in maniera naturale (senza che un vero e proprio controllo possa essere messo in atto), lo stesso vale per le sue garze imbevute, che solo parzialmente rispondono all\u2019idea iniziale dell\u2019opera. Perch\u00e9 in ogni passaggio, ogni volta che la garza si appoggia, la quantit\u00e0 di inchiostro rilasciata pu\u00f2 essere solo in parte dominata e controllata. E lo stesso vale per le foglie che Eva raccoglie nel proprio giardino e lascia essiccare: i fori, le imprecisioni che la natura sviluppa (prima con l\u2019azione di piccoli insetti che ne mangiano la superficie e dopo nell\u2019aprirsi di questa materia viva e fragile anche una volta essiccata) diventano i segni, le caratteristiche peculiari del supporto pittorico. Quello che sta alla base della pittura \u00e8 un terreno accidentato, molto distante dal candore e dalla perfezione della tela. Un campo di imprevisti che possono essere usati come punti di partenza per uno sviluppo organico: la mano segue le venature e le imperfezioni, senza correggerle, ma integrandole.\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che accade nella pittura delle foglie accompagna anche la produzione con la terra: un continuo sperimentare con materiali e colori che ogni volta reagiscono al calore in modo diverso. Un aprirsi e sfrangiarsi che viene tenuto assieme dal filo di rame, arrotolato senza una consapevole costruzione architettonica, ma come gesto di iterazione: annodare il rame attorno al materiale pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, lasciando andare la mano, azzerando la consapevolezza e aprendosi al caso. Vi \u00e8 in questa ripetizione memoria dell\u2019automatismo surrealista, e proprio dal surrealismo arriva tanta ispirazione anche per le sue ceramiche pi\u00f9 irregolari: forme organiche da cui emergono conchiglie, capelli, oggetti. Vi \u00e8 in questi lavori memoria delle ceramiche di Mir\u00f3 (in cui gli oggetti trovati sulla spiaggia si fondevano nella scultura),\u00a0\u00a0ma anche di certi accumuli perturbanti di Louise Bourgeois, fino ad arrivare alla pi\u00f9 recente &#8211; e forse stringente &#8211; Anna Maria Maiolino.\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come \u00e8 stato per la Maiolino, cos\u00ec per Eva la ripetizione silenziosa all\u2019interno del proprio studio porta ad un processo di progressiva consapevolezza e conoscenza: nel mutismo del lavoro si attiva il dialogo con ci\u00f2 che la Maiolino definisce collettivo e che per Eva \u00e8 invece l\u2019universale silenzio dei suoi boschi. Entrare in queste pagine \u00e8 spingersi verso il laggi\u00f9 del bosco, ma anche il laggi\u00f9 del suo silenzio, del suo studio e della sua ricerca.\u00a0<\/p>\r\n<hr \/>\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2516\" src=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Blood-on-the-floor.jpg\" alt=\"\" width=\"293\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Blood-on-the-floor.jpg 480w, https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Blood-on-the-floor-300x212.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 293px) 100vw, 293px\" \/><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>BLOOD ON THE FLOOR<\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Ipotesi ai limiti della figurazione<\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Giuseppe Buffoli |Joykix | Eva Reguzzoni |Danilo Vuolo<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Walk-in Studio- Festival degli spazi e studi d\u2019artista |Giugno 2018 \u00a0<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">A cura di <strong>Rossella Moratto<\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019impellenza della necessit\u00e0 spinge ad abbandonare il gi\u00e0 noto e a spingersi verso territori incerti. Il bisogno \u00e8 quello di dare nuova autenticit\u00e0 e verit\u00e0 alla forma, distruggendone le sovrastrutture narrative e normative. Per farlo bisogna compiere un atto estremo: uccidere il figurativo. Partendo dalla scena di quel delitto \u2013\u00a0Blood on the Floor\u00a0\u00e8 la scena di quel crimine \u2013\u00a0\u00a0Giuseppe Buffoli, Joykix, Eva Reguzzoni e Danilo Vuolo compiono un\u2019indagine sulla decostruzione delle logiche della rappresentazione per cercare la pura presenza del gesto, dell\u2019oggetto e del segno intesi come unica possibilit\u00e0 di comunicazione e testimonianza. Privilegiare la presentazione sulla rappresentazione sull\u2019esempio di Francis Bacon che estrae la \u201cfigura\u201d esponendola clinicamente sul tavolo autoptico. Un\u2019operazione di chirurgia sperimentale sulla figura che la\u00a0\u00a0spoglia, la seziona, la decostruisce, la scandaglia nel profondo per poi ricrearla come fa lo scrittore \u2013 citando Gilles Deleuze \u2013 che inventa \u00abnella lingua una nuova lingua, una lingua, in qualche modo, straniera. Trascina la lingua fuori dai solchi abituali, la fa\u00a0delirare.\u00bb\u00a0Nello stesso modo qui si interrompe il gioco del rimando, si azzerano i nessi logici e si elimina la concatenazione drammatica, si procede episodicamente secondo logiche di autoalienazion e che prescindono da ogni necessit\u00e0 di verifica comunicativa.\u00a0<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Blood on the floor\u00a0delimita una dimensione affrancata dalla logica comune, dalla costrizione della concatenazione causa-effetto, un teatro di attori-testimoni che coabitano in una relazione di prossimit\u00e0, uniti nel comune destino di essere singolari accadimenti dei quali, contrariamente a quanto avviene nell\u2019esperienza quotidiana, non dobbiamo cercare forzatamente connessioni e legami ma solo constatare la loro esistenza.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">La figurazione \u2013\u00a0intesa come rappresentazione di un modello o di una narrazione altra-da-s\u00e9 \u2013 \u00e8 stata uccisa \u2013 esistono solo figure.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Giuseppe Buffoli per esempio, parte dal corpo e dal processo costruttivo della scultura per disfarlo inesorabilmente, mettendolo a nudo e svelando l\u2019arcano \u2013 mostrando il calco e la matrice, rivelandone cio\u00e8 la genesi \u2013 e allo stesso modo disfa il corpo e ne estrapola l\u2019organo che sta all\u2019interno che nella solitudine del lacerto si trasforma e diventa carne cio\u00e8 materia prima. Forme informi, instabili stabili, finite e non finite colte nel processo del farsi attraverso un\u2019operazione di selezione e sgrezzamento. Analogamente Eva Reguzzoni maneggia creta cruda sulla quale registra direttamente per impressione sensazioni o traumi, tracce sismografiche che non si possono tradurre in metafora. Sono resti, brandelli smembrati, destinati alla lenta dissoluzione segnata dall\u2019evaporazione della linfa liquida che li impregna. Joykix invece \u00e8 un occhio senza testa che si triplica, mera tensione scopofilica schizofrenica negata dall\u2019impossibilit\u00e0 di vedere se non i dettagli di un\u2019esplorazione convulsa, non direzionata: apparizioni monoculari intermittenti senza alcuna seduzione, anzi quasi repulsive, percorse dal brivido di rumori striduli e fastidiosi che emergono a tratti in sottofondo: segnali indecifrabili di un linguaggio estraneo.\u00a0\u00a0Una perlustrazione nel sottosuolo da dove sembra provenire anche una voce, quella di Danilo Vuolo che azzera la sua azione performativa nella sola parola, dal timbro artificiale con cui declama un discorso solo apparentemente intelligibile, il cui senso si destruttura nell\u2019ascolto dell\u2019affabulazione e della reiterazione. Il tentativo di racconto abortito nell\u2019impossibilit\u00e0 di narrare dice di un\u2019identit\u00e0 alienata e inafferrabile, dai lontani rimandi beckettiani che esprime solo un\u2019urgenza primaria, solipsistica.\u00a0\u00a0Sono tutti frammenti di un corpo senza organi, privo di organizzazione interna e di intento comune, abitato da tensioni che si esprimono senza mediazioni nella loro cruda evidenza. Sono alterit\u00e0 che declinano ipotesi ai limiti della figurazione, portatrici di un realismo che, citando ancora Bacon \u00abnella sua espressione pi\u00f9 profonda \u00e8 sempre soggettivo\u00bb perch\u00e9 \u00abquando dipingi qualcosa non stai dipingendo soltanto quel soggetto ma insieme stai dipingendo anche te stesso. Perch\u00e9 la pittura \u00e8 un atto che si fa in due\u00bb. \u00a0E qui pittura sta per scultura, installazione, vocalit\u00e0, ipotesi di figurazione che non raffigura il reale, non lo rappresenta ma lo presenta\u00a0\u00a0nell\u2019unico modo possibile cio\u00e8 in\u00a0\u00a0rapporto con la propria individualit\u00e0, qui e ora, nel territorio di confine tra l\u2019io e il mondo ma contemporaneamente fedele alla natura propria di immagine.<\/p>\r\n<hr \/>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><a href=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/p.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-2360\" src=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/p-300x64.jpg\" alt=\"\" width=\"328\" height=\"70\" srcset=\"https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/p-300x64.jpg 300w, https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/p-768x164.jpg 768w, https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/p-1024x219.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 328px) 100vw, 328px\" \/><\/a><\/p>\r\n<p><a href=\"http:\/\/atpdiary.com\/kcc-kunsthalle-castello-cabiaglio\/\"><strong>PRESUNTO\u00a0<\/strong><\/a><\/p>\r\n<p><strong>(che potrebbe essere vero solo sulla base di congetture, indizi e simili, ma pu\u00f2 anche rivelarsi falso)<\/strong><\/p>\r\n<p>KCC \u2013 Kusthallecc | settembre 2018<\/p>\r\n<p>A cura di \u00a0Valentina Petter<\/p>\r\n<p>Eva Reguzzoni \u00e8 un\u2019artista intimista, che ha concentrato la propria ricerca artistica intorno alle problematiche della vita interiore, al racconto della natura umana attraverso i manufatti e le implicazioni manipolatorie della materia. A KCC si presenta quasi come un\u2019antropologa e propone un trittico \u2013 presunto (che potrebbe essere vero solo sulla base di congetture, indizi e simili, ma pu\u00f2 anche rivelarsi falso) \u2013 composto da tre cassette sovrapposte, contenenti frammenti di materia scomposta, reperti e testimonianze di ricordi perduti. Ognuna riflette l\u2019intima presenza di un s\u00e9: i cocci di ceramica come frammenti del s\u00e9; le conchiglie e i residui marini rappresentano gli involucri del s\u00e9; mentre i sassi e materiali raccolti in riva al lago sono veri e propri oggetti del s\u00e9, sormontati dalla presenza inquietante e significativa di una pelle di serpente realizzata in terraglia. La mutevolezza del serpente cos\u00ec come l\u2019ordinamento dei materiali all\u2019interno delle cassette, seguono la legge della casualit\u00e0 causale e trasmettono all\u2019osservatore la sensazione di trovarsi di fronte a una sorta di diario inconscio e emozionale in fieri. I confini frastagliati dei materiali raccontano attivamente il ruolo della cultura umana e del suo rapporto con la natura, creando una visione olistica, in cui natura e esperienza si incontrano, per dire che il tutto \u00e8 pi\u00f9 che la somma fra le parti.<\/p>\r\n<hr \/>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><a href=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/disegno.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1872\" src=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/disegno-300x140.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"140\" srcset=\"https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/disegno-300x140.jpg 300w, https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/disegno-768x358.jpg 768w, https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/disegno-1024x478.jpg 1024w, https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/disegno.jpg 1772w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\r\n<div title=\"Page 1\">\r\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>RICAMI su veline bianche\u00a0<\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Dot Room | aprile 2018<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Testo a cura di <strong>Rossella Moratto<\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">RICAMI, una\u00a0 riflessione sul cambiamento dell\u2019arte del ricamo, da tradizione artigianale a medium linguistico indagato da molte artiste (Annette Messager, Louise Bourgeois, Maria Lai, Bice Lazzari, Rosemarie Trokel, Tracey Emin).<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Un ricamo spurio, che si contamina con segni di altra natura formando un insieme complesso e frammentario, potenzialmente in continua espansione, che rimanda alla dimensione ambientale dell\u2019arazzo.<br \/>Un ricamo che si discosta radicalmente dalla tradizione e dal sapere artigianale, che non si traduce in ornamento su stoffa ma in massa proliferante su un supporto umile, fragile e precario come la carta velina, ripiegata a pi\u00f9 strati. Su questa materia sottile e frangibile l\u2019artista traccia delle linee curve e tortuose che si associano liberamente in forme metamorfiche dall\u2019apparenza di radici, steli e foglie che hanno in s\u00e9 il germe della loro trasformazione. Sono geografie arborescenti in cui si sedimentano le tracce di ricordi, traumi, emozioni e sentimenti: cos\u00ec Eva Reguzzoni descrive il percorso intimo, viscerale, autoanalitico che porta avanti come un\u2019opera di scavo, nel profondo e a ritroso nella memoria, condotta con un approccio empirico ed emotivo che lascia spazio all\u2019irrazionalit\u00e0 e al caso, all\u2019associazione e alla disgregazione, all\u2019automatismo e all\u2019instabilit\u00e0.<br \/>Le linee sono come segni registrati da un sismografo: testimoniano le oscillazioni emotive e i sussulti sotterranei e segreti, scanditi dal ritmo lento dell\u2019ago e del filo che, trapassando la leggera superficie del supporto, metafora della pelle e del confine, collegano il mondo esterno con la realt\u00e0 interna. Ogni punto apre un interstizio che permette di passare fluidamente dal conscio all\u2019inconscio, dall\u2019epidermide alle viscere, dall\u2019io all\u2019altro, per riemergere dagli strati profondi e farsi forma. Le impunture del filo disegnano arabeschi irregolari e inesatti, impuri e ibridati da pieghe, macchie e da altri segni tracciati con l\u2019inchiostro o impressi a contatto associati a frammenti di garza ripiegata.<br \/>I fili uniti ai segni compongono un organismo mutante senza corpo che produce spinificazioni corticali, cirrazioni periferiche, rigonfiamenti, tuberizzazioni e succulenze, proliferazioni parassitarie e gemmificazioni ipertrofiche che si protendono disordinatamente prendendo possesso di tutto lo spazio disponibile, piegandosi su se stesse in un movimento riflessivo e autistico oppure dispiegandosi imprevedibilmente con intensit\u00e0 variabile. Reguzzoni rappresenta vegetali onirici che rompono la simmetria verticale e la crescita razionale e progressiva dell\u2019albero per far emergere l\u2019asimmetria orizzontale e l\u2019irrazionale sviluppo della molteplicit\u00e0 eterogenea del rizoma.<br \/>\u00abUn rizoma non incomincia e non finisce, \u00e8 sempre nel mezzo, tra le cose, inter-essere, intermezzo\u00bb (Gilles Deleuze, F\u00e9lix Guattari, Millepiani). Allo stesso modo, il ricamo rizomatico di Eva Reguzzoni rappresenta poeticamente il flusso incessante del molteplice che avvicina inaspettatamente entit\u00e0 distanti e apparentemente estranee, anche se compresenti e lontanamente apparentate, come l\u2019umano e il vegetale.<\/p>\r\n<\/div>\r\n<hr \/>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<div title=\"Page 1\">\r\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/20170821_133605.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-2352\" src=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/20170821_133605-300x115.jpg\" alt=\"\" width=\"331\" height=\"127\" srcset=\"https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/20170821_133605-300x115.jpg 300w, https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/20170821_133605-768x294.jpg 768w, https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/20170821_133605-1024x392.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 331px) 100vw, 331px\" \/><\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/atpdiary.com\/in-accumulo-o-in-sospeso-ma-in-equilibrio-2\/\"><strong>In accumulo o in sospeso ma in equilibrio # 2<\/strong><\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Fondazione Bandera per l\u2019 Arte | \u00a02017<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Testo a cura di <strong>Rossella Moratto<\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Eva Reguzzoni sembra a guardare al passato: i suoi reperti invadono lo spazio, si disseminano, colonizzatori e virali, procedendo per accumuli. Il suggerimento remoto \u00e8 per\u00f2 solo tecnico: si tratta di argille e concotti realizzati con metodi di cottura sperimentali che riprendono quelli primitivi. <strong>3017 A.C.<\/strong>, come evoca il titolo della serie cui appartengono i frammenti esposti, non indica per\u00f2 un viaggio temporale ma interiore: si tratta di parti del corpo, di apparati vitali \u2013 circolatorio, drenante, scheletrico ed epidermico \u2013 segnati da rotture evidenziate in oro che testimoniano esperienze e traumi e anche l\u2019ineludibile inevitabilit\u00e0 del caso. \u00c8 un lavoro intimo, viscerale perfino autoanalitico, che scava nel profondo dei propri sentimenti e turbamenti e si infiltra capillarmente, con una attitudine contraria, quasi come forza sottile, ma potenzialmente distruttiva, nella simmetria regolare del ritmo strutturale che sembra avanzare invece in una progressione senza dubbio.<\/p>\r\n<\/div>\r\n<hr \/>\r\n<div style=\"text-align: left;\" title=\"Page 1\">\u00a0<\/div>\r\n<div title=\"Page 1\">\u00a0<\/div>\r\n<div style=\"text-align: left;\" title=\"Page 1\"><a href=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/flyer-DEF-_LR-07-03-2017.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1180\" src=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/flyer-DEF-_LR-07-03-2017-300x149.jpg\" alt=\"flyer DEF _LR (07 03 2017)\" width=\"300\" height=\"149\" srcset=\"https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/flyer-DEF-_LR-07-03-2017-300x149.jpg 300w, https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/flyer-DEF-_LR-07-03-2017.jpg 922w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/div>\r\n<div style=\"text-align: center;\" title=\"Page 1\">\r\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.studifestival.it\/artisti\/in-accumulo-o-in-sospeso-ma-in-equilibrio-piling-up-or-hanging-but-in-balance\"><strong>In accumulo o in sospeso, ma in equilibrio<\/strong><\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">STUDI FESTIVAL | 2017<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Testo a cura di <strong>Rossella Moratto<\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Tre artisti \u2013 Joykix, Eva Reguzzoni, Gianluca Quaglia \u2013 accettano la sfida di confrontarsi in un contesto di negoziazione non convenzionale, realizzando un\u2019installazione a sei mani. Lo spazio dell\u2019incontro \u00e8 l\u2019opera-struttura di Joykix \u2013 ultimo sviluppo della serie Volume \u2013 che diventa il display per i lavori degli artisti che si esprimono con media diversi e sviluppano ricerche eterogenee, quasi opposte, che hanno imposto alla struttura modulare che li accoglie la sua configurazione attuale, in una dinamica di limitazioni e libert\u00e0 reciproche. Le distanze poetiche, tecniche ed espressive sono lo stimolo che d\u00e0 avvio alla complessa relazione \u2013 che pu\u00f2 anche risultare fallimentare \u2013 che determina l\u2019esito dell\u2019opera.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019approccio di Joykix, razionale e costruttivo, fondato sulla pratica del progetto e legato a un ripensamento del razionalismo fa i conti con quello pi\u00f9 intimo e viscerale, autoanalitico di Reguzzoni che invece guarda a ritroso, alla dimensione della memoria ricercata con tecniche antiche e desuete e quello estroverso di Quaglia, basato su logiche relazionali e inclusive rispetto al contesto in cui l\u2019intervento si inserisce, in modo lieve ma quasi virale, con strategie di occupazione. La mostra \u00e8 quindi il teatro in cui si sviluppa la narrazione dei tre personaggi-autori su molteplici livelli, come interazione fisica e mentale con la struttura data, che diventa insieme ambito familiare e corpo estraneo, luogo da abitare e spazio da conquistare.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">La mostra e l\u2019opera coincidono manifestandosi in accumulo o sospeso ma in equilibrio, analizzando allo stesso tempo la sua logica espositiva. \u00c8 un dispositivo che amplia l\u2019ambito di azione e interazione, rovesciando ruoli e punti di vista, istituendo altre regole e parametri concettuali. La dinamica di incontro\/scontro non \u00e8 determinata da tematiche o suggestioni date a priori ma dalla concreta ricerca di una convivenza che si attua nel processo partecipativo e problematico della costruzione del lavoro.<\/p>\r\n<hr \/>\r\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/p>\r\n<\/div>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/cropped-17218534_1451773668186761_6914108497872170116_o.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1174 alignleft\" src=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/cropped-17218534_1451773668186761_6914108497872170116_o-300x85.jpg\" alt=\"cropped-17218534_1451773668186761_6914108497872170116_o.jpg\" width=\"371\" height=\"105\" srcset=\"https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/cropped-17218534_1451773668186761_6914108497872170116_o-300x85.jpg 300w, https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/cropped-17218534_1451773668186761_6914108497872170116_o.jpg 885w\" sizes=\"auto, (max-width: 371px) 100vw, 371px\" \/><\/a><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>FRAGILI PROFONDIT\u00e0<\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Museo del Territorio Biellese | marzo 2017<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Testo a cura di\u00a0<strong>Marco Roberto Marelli<\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Un&#8217;eccedenza emotiva dell&#8217;anima che si fa delicata materia, cos\u00ec sottile e leggera da bruciare l&#8217;universo. Un&#8217;emozione non accetta definizioni, solo immagini che procedono per esempi di un tutto che eccede sempre le singole parti. Sono presenze fragili, in ceramica grezza cotta in buca, le opere realizzate da Eva Reguzzoni (Gallarate, 1965) per il Museo del Territorio Biellese. Sono strumenti sensibili che raccontano quanto impercettibili possano essere quegli sbalzi di umore che cambiano la nostra percezione del mondo, che ci spostano, in maniera repentina e inattesa, da una sfera dell&#8217;esperienza a un&#8217;altra. In <i>Un, deux e trois <\/i>strati di nuda materia si alternano a coloratissimi \u201cbachi da setola\u201d che, distanziati fra loro da elementi in acciaio, generano una stratigrafia dell&#8217;esistenza umana, un&#8217;epidermide in bilico fra storia personale e collettiva fatta di momenti duri e anonimi e di attimi prolungati di morbida felicit\u00e0. E proprio una morbida isola si fa superficie aliena su cui si muove un mondo fecondo e primigenio fatto di ceramica antica e magmatica. L&#8217;installazione <i>Miscellanee contemporanee, <\/i>in dialogo con i lacerti di affresco esposti alle pareti del museo, ospita piccole inflorescenze di giallo sgargiante, simboli di quella forza inarrestabile della vita che emerge sempre, dal profondo della terra e dal profondo della nostra infelicit\u00e0.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Attraverso uno stretto rapporto fra il portato emotivo e concettuale dell&#8217;opera e l&#8217;utilizzo di un materiale che ritorna alle sue origini, Eva Reguzzoni si fa archeologa dell&#8217;anima evidenziando quelle sensazioni emotive che noi tutti percepiamo e che rendono vana la distinzione fra corpo e anima verso un ritorno all&#8217;antica parola <i>n\u00e8fesh.<\/i><\/p>\r\n<hr \/>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><a href=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/cropped-11406922_876653365738167_9158911426943102156_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-777 alignleft\" src=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/cropped-11406922_876653365738167_9158911426943102156_n-300x114.jpg\" alt=\"cropped-11406922_876653365738167_9158911426943102156_n.jpg\" width=\"329\" height=\"125\" srcset=\"https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/cropped-11406922_876653365738167_9158911426943102156_n-300x114.jpg 300w, https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/cropped-11406922_876653365738167_9158911426943102156_n.jpg 885w\" sizes=\"auto, (max-width: 329px) 100vw, 329px\" \/><\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>HERBARIUM<\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Monastero degli Olivetiani | giugno 2015<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"text-align: justify; line-height: 1.5em;\">Testo a cura di\u00a0<strong>Fabio Carnaghi<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"text-align: justify; line-height: 1.5em;\">Il regno vegetale \u00e8 un grande repertorio da sempre legato alla primaria sussistenza dell\u2019uomo e in particolare alle sue propriet\u00e0 terapeutiche e medicinali.\u00a0<\/span><em style=\"text-align: justify; line-height: 1.5em;\">Herbarium<\/em><span style=\"text-align: justify; line-height: 1.5em;\">\u00a0\u00e8 un excursus attorno alle anatomie vegetali, che individua una similitudine quasi fisiognomica tra forme fitomorfe e conformazioni dell\u2019interiorit\u00e0 umana. Nelle opere di Eva Reguzzoni l\u2019indagine di queste tematiche \u00e8 essenziale e si manifesta significativamente in sedimentazioni di inchiostro, frammenti di garze o cuciture di filo su carta, quasi fogli di un volume immaginario su cui resta la stratificazione di un processo di elaborazione. L\u2019equivoco nella procedura estetica propria dell\u2019artista si insinua nel pensare alla pratica amanuense ed \u00e8 lecito liberare l\u2019immaginazione verso un erbario accuratamente miniato e frutto di copiatura basata sull\u2019analogia di forme organiche, siano esse naturali o umane. Il percorso che connette lo stato d\u2019animo con le dinamiche vegetative allude all\u2019equilibrio di forze in cui l\u2019umano si mimetizza nell\u2019habitat naturale. Queste tracce vegetali raccolgono con grande interesse un senso illustrativo ed iconografico che risente della suggestione inconscia derivata dalla tradizione del disegno botanico descrittivo. Come in un\u00a0<\/span><em style=\"text-align: justify; line-height: 1.5em;\">Herbarum vivae eicones<\/em><span style=\"text-align: justify; line-height: 1.5em;\">\u00a0Reguzzoni declina l\u2019elemento vegetale in un arcano tracciato di fili ed impressioni ora rigorosamente bicromatiche in bianco e nero, ora affidando al colore una simbologia pressoch\u00e9 figurale. L\u2019attinenza di queste rappresentazioni con lo spazio monasteriale in cui vengono collocate permette di esplorare e confrontare negli andamenti, l\u2019ulteriore valenza fitomorfa del decoro che nelle tracce di partiture affrescate scopre candelabre cinquecentesche, ribadite nelle simmetrie speculari degli arazzi di carta bianca affiancati dall\u2019artista. Cammei di specie viscerali intricate, rigogliose fioriture nell\u2019ambiguit\u00e0 di variet\u00e0 benefiche o venefiche, ecosistemi rizomatici o grovigli linfatici esplorano vasti terreni di questioni fisiologiche presocratiche, di antiche saggezze farmacologiche, di armonie decorative, di allegorie medievali. La tecnica dell\u2019artista parte dall\u2019impiego del ricamo per segnare e marcare tracciati filiformi che si addicono alla somiglianza con lo sviluppo vegetativo. Ne deriva una dimensione empatica che condivide relazioni primordiali tra la vita umana e quella vegetale. Dai fiori alle radici le traiettorie innervate di fili sottili o fibrosi descrivono anatomie intercambiabili tra fisicit\u00e0 e soffio vitale.\u00a0<\/span>L\u2019immersione nella ciclicit\u00e0 di generazione, crescita, decadimento, morte e rinascita rappresenta il profondo equilibrio del mondo vegetale a cui l\u2019umano incessantemente aspira.<\/p>\r\n<hr \/>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><a style=\"line-height: 1.5em;\" href=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/10671424_351175591715830_5568338246117674489_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/10671424_351175591715830_5568338246117674489_n-300x115.jpg\" alt=\"10671424_351175591715830_5568338246117674489_n\" width=\"342\" height=\"131\" \/><\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>SECONDA NAVIGAZIONE<\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Chiesa San Gregorio | ottobre 2014<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Testo a cura di <strong>Fabio Carnaghi<\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Il bianco cartaceo, primario ed essenziale \u00e8 elemento che conferma la sua natura inscindibile di supporto e medium espressivo nell&#8217;opera di Eva Reguzzoni. una sorta di <em>tabula rasa <\/em>assume tutte le valenze cognitive dell&#8217;impressione sull&#8217;intelletto. Sembra che questa pratica quasi ancestrale faccia parte di un&#8217;antropologia pressoch\u00e9 misterica e in questo ambito svolga il ruolo di metafora filosofica, misurata con la saggezza esperenziale, alla stregua di un mito platonico.\u00a0Eva Reguzzoni sviluppa la sua ricerca artistica tendendo a sfuggire la policromia, sperimentando la neutralit\u00e0 di un apparente non colore o il contrasto manicheo del bicromatismo, immergendosi in un clima orfico, intento alla ricerca interiore. Il bianco \u00e8 cosi il vuoto subliminale, l&#8217;attesa propedeutica all&#8217;elaborazione artistica, che nell&#8217;operare di Reguzzoni diventa esso stesso rappresentazione, nella concretizzazione di un paesaggio metafisico che prende forma. L&#8217;atto di imprimere, cucire, ricamare e lasciare il segno di una grafia, che si stratifica e sedimenta, \u00e8 una dinamica interiore che trova spazio e si aggrappa sulla fragile ed eterea superficie di un velo di carta, luogo di resistenza e di tenace sopravvivenza. Il bianco \u00e8 il grado zero della persistenza e della fossilizzazione da cui emerge la \u00a0valenza performativa dell&#8217;elaborazione creativa di Eva Reguzzoni che dall&#8217;interiore sonda l&#8217;ulteriore, ricorrendo ad uno spontaneismo naturale, attentamente studiato nelle sue contingenze organiche. Il bianco \u00e8 la materia prima su cui si innesta il segno e la trama di un&#8217;evoluzione verso la trasfigurazione. Dalle visceralit\u00e0 ctonie, dai fitomorfirsmi \u00a0rigogliosi, dalle fisiologie anatomiche, il percorso nell&#8217;interiorit\u00e0 si spinge oltre la conoscenza.\u00a0Grandi arazzi descrivono traiettorie ascensionali in continuo movimento, divenendo ricettacolo a sinopia di ogni fenomeno intenzionale o occasionale, raccogliendo traccia di pulviscolo e di ogni sovrastruttura. In questi termini, il supporto bianco annota con inesorabilit\u00e0 la protezione di un viaggio nei territori dell&#8217;ombra e della luce. Ne deriva un itinerario <em>in folio <\/em>che\u00a0\u00a0svolge una mappa geopsichica: il nero dell&#8217;oscurit\u00e0 e il rosso della contaminazione carnale individuano un&#8217;inevitabile polisemia simbolica del colore. L&#8217;elemento cromatico sottolinea e coadiuva il nero che continua ad essere essenziale insieme all&#8217;oro, sostanza della luce. Un oro metallico, bizantino\u00a0e insieme barbarico, allude alla purezza preziosa di un&#8217;et\u00e0 mitica, aspirazione al ritorno ad uno stato sublime di pienezza e di pace interiore.<\/p>\r\n<hr \/>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><a style=\"line-height: 1.5em;\" href=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/cropped-Assistente-Ridimensionamento-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-501\" src=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/cropped-Assistente-Ridimensionamento-1-300x103.jpg\" alt=\"cropped-Assistente-Ridimensionamento-1.jpg\" width=\"338\" height=\"116\" srcset=\"https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/cropped-Assistente-Ridimensionamento-1-300x103.jpg 300w, https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/cropped-Assistente-Ridimensionamento-1.jpg 885w\" sizes=\"auto, (max-width: 338px) 100vw, 338px\" \/><\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><strong>ER.\u00a0<\/strong><strong>IL MITO\u00a0<\/strong><b>DELL\u2019INTERIORIT\u00c0<\/b><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Villa Rusconi \u00a0| maggio 2014<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Testo a cura di<strong> Fabio Carnaghi<\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Il titolo prende spunto dal mito di Er, attraverso un gioco di ambiguit\u00e0 con le iniziali dell\u2019artista. Er, guerriero di Panfilia, nel decimo libro della Repubblicadi Platone, racconta la sua esperienza nell\u2019Ade\u00a0 e svela la vita dell\u2019anima dopo la morte.<br \/>L\u2019artista realizza un progetto site specific di dialogo con lo spazio storico, ricreando un percorso che individua nel tema dell\u2019interiorit\u00e0 il suo punto di svolgimento centrale. L\u2019interiorit\u00e0 \u00e8 indagata in una coesa compenetrazione tra dimensione visionaria e carnale. Eva Reguzzoni lavora con carta, filo e inchiostri, operando attraverso l\u2019impressione, il ricamo, il disegno. Questi gesti diventano cos\u00ec evocativi dei processi mnemonici e cognitivi, oltre che fisici e sensibili. Le opere che nascono da questo progetto coinvolgono il metabolismo umano e naturale, dalle dinamiche cerebrali a quelle del nutrimento, della crescita e dell\u2019evoluzione. Alimentare il corpo e l\u2019anima \u00e8 l\u2019esperienza che riporta a un viaggio viscerale e allo stesso tempo ancestrale, senza categorie di tempo e di spazio.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019inizio del viaggio. <strong>Il bivio<\/strong><br \/>In principio emerge il tema atavico del dualismo che oppone la dimensione reale ed esperienziale a quella metafisica e ideale. Due arazzi riportano l\u2019impressione, quasi la sinopia di un\u2019ascensione delle forme vitali,\u00a0 nell\u2019aspirazione alla leggerezza e alla volatilit\u00e0 eterea. L\u2019artista si concentra sulle due tematiche del colore e del nero nella quadratura bianca del foglio di carta. In Flora nera il colore scuro, incisivo nei contrasti, opaco nelle impressioni e nei punti di filo decisi, coglie tutti gli elementi d\u2019ombra dell\u2019inquietudine dell\u2019animo umano, in una sorta di compendio del lato dionisiaco dello spirito, punto di convergenza delle passioni istintuali, immediate, sensibili, sradicate da un habitat terreno. In Flora coloreritorna la conflittualit\u00e0 dell\u2019artista verso il cromatismo, mezzo sperimentale e razionalizzato nella sua produzione. L\u2019aspetto apollineo del pensiero \u00e8 confermato dall\u2019uso di fili di seta luminosi e da contrasti dinamici che sottolineano la natura eterea dell\u2019intelletto. Negli arazzi la forma vegetale \u00e8 prediletta da Reguzzoni per narrare la fragilit\u00e0 fugace di questa trasmigrazione tra terra e cielo.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">La scoperta. <strong>L\u2019interiorit\u00e0 fisica<\/strong><br \/>Il mistero dell\u2019inconoscibilit\u00e0 svelata affiora con prepotenza nel pieno dell\u2019itinerario. L\u2019installazione Viscerale\u00e8 sintomatica del ricorso alle forme organiche e carnali a cui l\u2019artista allude nel dialogo con la galleria di ritratti\u00a0della serie Ancestrali- tra l\u2019anatomico e il vegetale &#8211; che rivendica all\u2019esperienza interiore una dimensione corporea e fisiologica. Uno squarcio terreno esprime tutta la forza dello spirito infero della terra, rappresentata da forme incontenibili che irrompono con propaggini tentacolari, scoprendo il magma materico che si colloca nell\u2019interiorit\u00e0. Non solo la mente con i suoi contrasti tra passione e raziocinio, ma anche il corpo fisico ha una dimensione interiore che \u00e8 inafferrabile, misteriosa e sfuggente al controllo umano.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Il ritorno. <strong>Ci\u00f2 che rimane<\/strong><br \/>Infine, l\u2019allestimento su un tavolo di un piccolo museo portatile raccoglie in teche di vetro le impressioni dell\u2019artista che con la gestualit\u00e0 ibrida tra disegno e cucito coglie l\u2019aspetto storicizzato di forme che giocano tra anatomia e natura, tra nascita, quiescenza e ricordo. Lo stato d\u2019animo, la metamorfosi e l\u2019indagine anatomica sono inseriti in una Wunderkammer di fossili, di reperti paleontologici che testimoniano come memorabilia il ritorno di Er dal suo viaggio nel mistero.<\/p>\r\n<hr \/>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/assistente-ridimensionamento-34.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-234\" src=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/assistente-ridimensionamento-34-300x199.jpg\" alt=\"Assistente Ridimensionamento-3\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/assistente-ridimensionamento-34-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/assistente-ridimensionamento-34.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>NON MI LEGO, NON MI NEGO<\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Agosto 2013<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Testo a cura di<strong>\u00a0Fabio Carnaghi<em><br \/><\/em><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Traiettorie geopsichiche imbastiscono trame che esplorano l\u2019esistenza cerebrale\u00a0con le sue dinamiche intellettuali. Sembra di addentrarsi in una concettuale\u00a0mappatura filosofico\/anatomica che indaga la sensorialit\u00e0 dell\u2019intelletto in un\u00a0ciclo di espressione e impressione. L\u2019evocazione metaforica del segno, inteso\u00a0letteralmente come filo, cuce e ferma le dinamiche sulla tabula rasa dello spazio\u00a0psichico, sia esso controllato o inconscio.\u00a0La risoluzione del tratto rigorosamente\u00a0nero genera l\u2019equivoco dell\u2019intercambiabilit\u00e0 con le imbastiture organiche, che\u00a0nella serie Non mi lego, non mi nego evocano processi mentali annotati sulla\u00a0carta. Il punto del filo con le sue gabbie costituisce il pattern\/campitura di un\u00a0paesaggio che assume la tridimensionalit\u00e0 minima, divenendo tattile e conferendo\u00a0concretezza al fenomeno sensoriale.\u00a0Il processo mnemonico si identifica con le dinamiche del costruire, ricostruire e\u00a0decostruire concetti nello spazio della (ri)elaborazione inventiva. Lo stato d\u2019animo\u00a0ora \u00e8 infiorescenza, ora paesaggio corporeo che gioca sull\u2019equivoco tra interno e\u00a0interiore.\u00a0Si delinea una rappresentazione che guarda alla natura per individuare il\u00a0metamorfismo della sfera intellettuale: la generazione delle forme vitali primarie,\u00a0l\u2019innata armonia bioritmica, il camouflage di simmetrie imperfette. La\u00a0rappresentazione dello stato intellettuale ha inoltre un interessante riferimento\u00a0all\u2019investigazione della corporeit\u00e0 anatomica nel ricorso alla memoria del corpo\u00a0umano per esplicitare il transfert dell\u2019invisibilit\u00e0 in dato visibile.\u00a0L\u2019effetto di una suggestione quasi orientalistica per un minimalismo gestuale\u00a0restituisce la leggerezza di una scrittura visionaria che sperimenta il linguaggio\u00a0inafferrabile del mistero dell\u2019interiorit\u00e0.<\/p>\r\n<hr \/>\r\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/assistente-ridimensionamento-41.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-190\" src=\"http:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/assistente-ridimensionamento-41.jpg?w=300\" alt=\"Assistente Ridimensionamento-4\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/assistente-ridimensionamento-41.jpg 1000w, https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/assistente-ridimensionamento-41-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><b>STATI D&#8217;ANIMO<\/b><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Ottobre | 2013<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Testo a cura di\u00a0<strong>Manuela Ciriacono<\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Negli ultimi due anni la ricerca artistica di Eva ha conosciuto un&#8217;evoluzione significativa, che l\u2019ha portata ad abbandonare il linguaggio pittorico per fare entrare nel proprio codice espressivo alcuni materiali privilegiati &#8211; filo, garza e carta velina &#8211; con cui ha oltrepassato la bidimensionalit\u00e0 della tela ed ha iniziato a imbastire una nuova estetica giocata su una matericit\u00e0 appena accennata e su sensazioni di leggerezza, trasparenza, sospensione.\u00a0Il modulo quadrato, ereditato dal suo lavoro come disegnatrice archeologica, ed impresso sulla carta velina attraverso la superficie di una garza imbevuta d\u2019inchiostro, ha costituito la matrice con cui Eva \u00e8 riuscita a rendere visibile e tangibile un processo \u2013 interiore ed esteriore &#8211; di rottura degli schemi e di progressiva liberazione\/lacerazione di una forma precostituita: la rigida griglia geometrica di partenza, data dall\u2019accostamento regolare e simmetrico dei moduli, si trasforma cos\u00ec in una sagoma dai contorni sfuggenti, imperfetta, irregolare e discontinua, ma sempre pi\u00f9 in armonia con il vuoto che la circonda, sempre pi\u00f9 intrisa di una femminilit\u00e0 che cerca di emergere, tra le pieghe morbide di un tessuto impalpabile.\u00a0La garza applicata e la sua impronta diventano la modalit\u00e0 privilegiata con cui Eva rappresenta un processo di \u201csvelamento\u201d interiore, rompendo gli \u201cinvolucri\u201d della propria anima e mostrando ci\u00f2 che essa nasconde: \u201cforme fluttuanti che prendono vita e corpo nella mia immaginazione \u2026 sono prive di peso, sono sospese nello spazio vuoto alla ricerca di una propria dimensione\u201d dichiara l\u2019artista.\u00a0Con i suoi ultimi lavori Eva compie un ulteriore passo avanti nel tentativo di dare forma alle proprie emozioni: inabissandosi nelle profondit\u00e0 del proprio Io, traccia un vero e proprio diario psico-fisico in cui registra, su supporto di carta velina o di carta assorbente, le corrispondenze tra gli input emotivi provenienti dal mondo esterno ed i mutamenti interiori da questi generate. Senza abbandonare il suo modus operandi, Eva traccia le coordinate di un paesaggio invisibile, ma non per questo irreale. Constatando, in prima persona, il \u201cfilo\u201d diretto esistente tra mente e corpo ed annotando l\u2019incredibile mutevolezza dell\u2019animo umano, Eva utilizza ago e filo, garza ed inchiostro, per rappresentare quel groviglio di sensazioni racchiuse dentro ognuno di noi.\u00a0Con un approccio meticoloso, quasi scientifico, Eva persegue il tentativo, per niente banale, di tradurre in segno grafico lo stadio in cui l\u2019emozione\/sensazione viene registrata dal cervello, andando ad occupare uno spazio all\u2019interno di esso, quindi assumendo una precisa conformazione fisica, pi\u00f9 o meno astratta. Ne risulta un campionario emotivo, in cui poter individuare gli alti e bassi dell\u2019umore, la forma di un preciso sentimento (condiscendenza, sopportazione \u2026), l\u2019eterno dissidio tra pensiero positivo e pensiero negativo, in cui, per la prima volta, interviene anche il colore per simboleggiare, in contrasto al segno nero, gli stati d\u2019animo positivi.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A UN PASSO&#8230; DENTRO catalogo monografico Anche oggi \u00e8 laggi\u00f9| testo a cura di Irene Biolchini Editore Vanillaedizioni | marzo 2020 Anche oggi le lavandaie vanno a lavare i panni al Ticino, anche oggi \u00e8 laggi\u00f9, senza perch\u00e9, la gi\u00e0\u00a0vecchia citt\u00e0\u00a0di provincia col ponte coperto Laggi\u00f9 \u00e8 il ventre della casa dove Eva Reguzzoni instancabile [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1915,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-375","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Testi - Eva Reguzzoni<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.evareguzzoni.it\/cms\/?page_id=375\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Testi - Eva Reguzzoni\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"A UN PASSO&#8230; 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