Presunto at KCC

PRESUNTO – (che potrebbe essere vero solo sulla base di congetture, indizi e simili, ma può anche rivelarsi falso)

A cura di  Valentina Petter

KCC – Kusthallecc | incrocio tra via Mazzini e via al Martinello | Castello Cabiaglio (VA)

Settembre – Ottobre 2018

Eva Reguzzoni è un’artista intimista, che ha concentrato la propria ricerca artistica intorno alle problematiche della vita interiore, al racconto della natura umana attraverso i manufatti e le implicazioni manipolatorie della materia. A KCC si presenta quasi come un’antropologa e propone un trittico – presunto (che potrebbe essere vero solo sulla base di congetture, indizi e simili, ma può anche rivelarsi falso) – composto da tre cassette sovrapposte, contenenti frammenti di materia scomposta, reperti e testimonianze di ricordi perduti. Ognuna riflette l’intima presenza di un sé: i cocci di ceramica come frammenti del sé; le conchiglie e i residui marini rappresentano gli involucri del sé; mentre i sassi e materiali raccolti in riva al lago sono veri e propri oggetti del sé, sormontati dalla presenza inquietante e significativa di una pelle di serpente realizzata in terraglia. La mutevolezza del serpente così come l’ordinamento dei materiali all’interno delle cassette, seguono la legge della casualità causale e trasmettono all’osservatore la sensazione di trovarsi di fronte a una sorta di diario inconscio e emozionale in fieri. I confini frastagliati dei materiali raccontano attivamente il ruolo della cultura umana e del suo rapporto con la natura, creando una visione olistica, in cui natura e esperienza si incontrano, per dire che il tutto è più che la somma fra le parti.

Trittico. Cassette in plastica, frammenti inorganici e terraglia bianca, 2018